Il progetto

La Coscienza di Zeta

Il progetto nasce nel periodo post pandemico dalla necessità di dare voce agli adolescenti e aiutarli nel gestire le proprie emozioni: nella prima edizione è stato chiesto loro di immaginare e progettare un evento che sancisse il loro ritorno alla socialità; l’anno successivo di riqualificare un territorio della propria scuola o della propria città.
Quest’anno il focus si è spostato su un tema che promuove l’uguaglianza e gli stereotipi di genere.
Per un futuro in cui ognuno possa sviluppare il proprio potenziale senza essere limitato da stereotipi preconfezionati.

La terza edizione

Gli stereotipi di genere

La terza edizione è stata organizzata con il supporto della Fondazione Albero della Vita con l’intento di stimolare nelle classi una riflessione che permettesse a studentesse e studenti di ragionare al di là dei luoghi comuni e a scoprire quanto certe idee possano essere cristallizzate nel nostro inconscio e influenzare sistematicamente le nostre azioni e le nostre scelte. I ragazzi sono stati chiamati prima a ragionare sugli stereotipi di genere, sui loro atteggiamenti, sui luoghi comuni di cui ciascuno di noi è volente o nolente vittima, per poi allenarsi all’inclusività.

Il percorso è stato rivolto alle studentesse e gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico Bodoni di Parma. Dalla valutazione di impatto, seguita da Fondazione L’Albero della Vita, è emerso che la conoscenza della definizione di “genere” da parte dei partecipanti è passata dal 24 al 48 % (+75%) ed è migliorata nettamente anche la conoscenza della corretta definizione di “stereotipo di genere”, (da 48% a 74%, ossia +54%).

Al termine di questa riflessione i partecipanti hanno prodotto un video che esprime quanto appreso e condiviso durante il lavoro collettivo.


Guarda il video

I vincitori dell'edizione 2022/2023

La prima edizione nasce per dare voce agli adolescenti durante la pandemia. La crisi sanitaria e l’isolamento sociale hanno duramente colpito una generazione in particolare, la Generazione Z.

Ansia e insonnia sono solo alcuni degli effetti che la pandemia ha avuto sui giovani, troppo spesso non ascoltati o incompresi. Lactalis Italia ha voluto impegnarsi proprio nei confronti di questa generazione, pensando ai figli dei propri dipendenti e ai ragazzi che vivono nei territori dove il colosso del latte è presente con i propri stabilimenti.

Nasce così La Coscienza di Zeta. Nella prima edizione abbiamo chiesto a ragazze e ragazzi di provare ad immaginare il loro ritorno alla socialità attraverso un evento.

Seconda edizione

Nella seconda edizione i ragazzi sono stati coinvolti in un percorso volto a migliorare i territori in cui vivono. I ragazzi sono infatti invitati a sviluppare un vero e proprio progetto di riqualificazione che li ha portati a scoprire e conoscere il territorio e il contesto in cui vivono rendendosi protagonisti di una piccola ma significativa azione di valorizzazione. L’iniziativa è stata rivolta a 6 scuole superiori in una selezione di località dove Lactalis è presente con i propri stabilimenti.

I progetti vincitori sono stati due: “la riqualifica del giardino” del Polo scientifico tecnico professionale “E. Fermi - G. Giorgi” di Lucca e “Parco delle Magnolie” dell’Istituto ITE Giambattista Bodoni di Parma.

Proprio a Parma, venerdì 24 maggio, sarà inaugurato l’intervento al Parco delle Magnolie realizzato grazie al contributo di Lactalis e l’appoggio del Comune di Parma.

 
Lactalis

Chi siamo

Lactalis in Italia è un gruppo leader nel settore lattiero caseario, che prende vita dai più prestigiosi marchi della tradizione casearia italiana come Galbani, Parmalat e Castelli. Il Gruppo Lactalis in Italia, con quasi 4.000 referenze di prodotto tra latte, formaggi, salumi e DOP, si avvale oggi di circa 5.000 collaboratori e conta 30 stabilimenti produttivi su tutto il territorio nazionale.

L’impegno di Lactalis per la sostenibilità è concreto e si articola su quattro assi principali: economico, sociale, ambientale e nutrizionale.

Questo progetto nasce dalla volontà di rendere tangibile il proprio valore anche sociale: essere leader nel mercato lattiero-caseario significa anche esprimere la propria responsabilità e il proprio coinvolgimento  nei confronti dei propri dipendenti, delle loro famiglie ed in generale delle comunità dei territori in cui il Gruppo è attivo.

Il progetto è stato realizzato grazie al prezioso contributo e all’esperienza di Fondazione L’Albero della Vita ETS – FADV. L'Albero della Vita è un’organizzazione impegnata in Italia e a livello internazionale nel promuovere azioni efficaci finalizzate ad assicurare benessere, proteggere e promuovere i diritti, favorire lo sviluppo dei bambini, delle loro famiglie, delle donne sole in difficoltà e delle comunità di appartenenza. Dal 2009, la Fondazione è riconosciuta come ONG (Organizzazione Non Governativa) dal Ministero degli Affari Esteri e opera in Italia e all’estero (Kenya, India, Perù e Amazzonia).

Prezioso anche il contributo e l'esperienza degli psicologi di Laboratorio Adolescenza, una Associazione libera, senza fini di lucro che ha come obiettivo quello di promuovere e diffondere lo studio e la ricerca sugli adolescenti, sotto il profilo sociale, psicologico, medico e pedagogico.

Mediatyche è un'agenzia di comunicazione e marketing che ha scelto la strada della sostenibilità. Radicata sul territorio nazionale, ma con uno sguardo fortemente proiettato anche sul mercato internazionale, crede in una moderna visione della comunicazione in chiave sostenibile. A fianco di Lactalis nell'ideazione e realizzazione del progetto La Coscienza di Zeta, progetto di Corporate Social Responsibility, dedicato agli adolescenti.

Edizioni precedenti

La Prima Edizione de La Coscienza di Zeta nasceva dalla necessità di dare voce agli adolescenti dopo il periodo pandemico e di lockdown. Avevamo chiesto loro di immaginare e progettare un evento che sancisse il loro ritorno alla socialità. Il progetto vincente è stato quello proposto dal Liceo Marinelli di Udine “Festa da Capa”.

Nella seconda edizione abbiamo chiesto ai ragazzi di cercare uno spazio abbandonato o inutilizzato all’interno del territorio in cui è presente la loro scuola e immaginare come vorrebbero trasformarlo in modo da valorizzarlo, renderlo più fruibile. Uno spazio che diventi più loro e di tutte le persone che vivono la scuola e la città.

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